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Le mura delle città
galliche
da Caio Giulio Cesare - De bello gallico -
libro VII (XXIII)
libera traduzione di Mariano Gallo
La tecnologia della terra armata affonda le
sue radici almeno nella Gallia preromana.
| XXIII. Muri autem omnes
gallici hac fere forma sunt. Trabes derectae perpetuae in longitudinem paribus interuallis
distantes inter se binos pedes in solo conlocantur. Hae reuinciuntur introrsus et multo
aggere uestiuntur; ea autem quae diximus interualla grandibus in fronte saxis
effarciuntur. His conlocatis et coagmentatis alius insuper ordo additur, ut idem illud
interuallum seruetur neque inter se contingant trabes, sed paribus intermissae spatiis
singulae singulis saxis interiectis arte contineantur. Sic deinceps omne opus contexitur,
dum iusta muri altitudo expleatur. Hoc cum in speciem uarietatemque opus deforme non est
alternis trabibus ac saxis, quae rectis lineis suos ordines seruant, tum ad utilitatem et
defensionem urbium summam habet oportunitatem, quod et ad incendio lapis et ab ariete
materia defendit, quae perpetuis trabibus pedes quadragenos plerumque introrsus reuincta
neque perrumpi neque distrahi potest. |
XXIII. Le mura delle
città galliche sono normalmente realizzate nella seguente maniera. Vengono stese sul
terreno travi in legno trasversali, a tutta lunghezza, poste ad interasse costante di due
piedi. All'interno della costruzione le travi sono legate tra loro, e quindi rinterrate
abbondantemente; in corrispondenza dei paramenti gli spazi tra le travi sono sigillati con
grosse pietre. A costipamento avvenuto si aggiunge un altro strato, mentenendo lo stesso
interasse ed evitando contatti fra le travi, ma facendo in modo che ciascuna sia
stabilizzata dal pietrame inserito. Procedendo in questo modo si intesse tutta la
struttura, fino a raggiungere l'altezza necessaria. Questa struttura non è poi sgradevole
nel suo aspetto diversificato con la sua alternanza di travi e pietrame, che comunque
conservano certi allineamenti nei diversi ordini, ed è poi molto efficace come mezzo di
difesa delle città, perché il pietrame offre una adeguata resistenza al fuoco mentre il
legname assicura difesa da assalti con l'ariete, che, avendo a che fare con travi
monolitiche di quaranta piedi adeguatamente collegate all'interno, non era in grado né di
far breccia né di provocare dissesti. |
Nota: il piede romano corrisponde a 0.296 m.
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