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Tematiche
Sugli effetti del ritiro e
della viscosità in travi da ponte in sezione mista acciaio-calcestruzzo con
precompressione longitudinale della soletta.
<<prec
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6) CONSIDERAZIONI CRITICHE
SUL PROCEDIMENTO COSTRUTTIVO PREVISTO DAL PROGETTO INIZIALE
Rispetto ad una soluzione di tipo
tradizionale (soletta in c.a.), l'introduzione della soletta in c.a.p. si prefigge due
scopi: un beneficio di tipo funzionale, consistente nella prevenzione della fessurazione
trasversale e quindi in una maggiore durabilità, ed uno di tipo statico (sezione tutta
reagente). Seguendo le ipotesi preliminari non è stato raggiunto nessuno dei due
obiettivi.
Un ulteriore problema è rappresentato dal getto di riempimento delle asole di
connessione: esso non risulta in alcun modo precompresso e pertanto è soggetto a trazione
fin dal momento dell'applicazione del sovraccarico permanente, con ulteriori aggravi
dovuti ai carichi variabili, proprio nel punto più delicato della sezione.
D'altra parte, nelle zone centrali delle campate, il calcestruzzo gettato in opera e
collegato fin dal primo momento entra in coazione in virtù del ritiro e, come mostrano i
risultati dell'analisi visco-elastica, il sovraccarico permanente non è sufficiente ad
eliminare trazioni permanenti a lungo termine.
Un incremento del grado di precompressione della soletta non produrrebbe gli effetti
sperati, aumentando i trasferimenti di sollecitazione all'acciaio già notevolmente
cimentato.
Sono stati esperiti tentativi con l'adozione di funzioni di ritiro più
"veloci", senza peraltro conseguire benefici consistenti.
7) ILLUSTRAZIONE DELLA
VARIANTE PROPOSTA E DEI RISULTATI DELL'ANALISI NUMERICA CORRELATIVA
Per ovviare agli inconvenienti
riscontrati, in linea di principio è sufficiente prolungare l'intervallo intercorrente
fra il momento della precompressione e quello della solidarizzazione della struttura.
Dall'andamento delle funzioni di ritiro e viscosità, e più direttamente dall'esame delle
curve riportate nel diagramma F1, si ricava per tale intervallo un tempo di circa 600 gg.
(20 mesi!), al termine del quale risultano esauriti circa il 70% del ritiro (secondo CEB)
e il 75% della viscosità (invertendo così in modo favorevole il rapporto tra l'entità
dei fenomeni già scontata e quella da scontare a collegamento avvenuto). Non essendo
praticabile una tale tempistica con solette gettate in opera, si può pensare alla
prefabbricazione delle stesse fuori opera fin dall'apertura del cantiere e alla relativa
precompressione, in elementi di larghezza pari a quella dell'intera struttura e di
lunghezza da definire in base alle possibilità di sollevamento.
Sarebbe conveniente inoltre prefabbricare anche le piastre delle zone in campata,
precomprimendole in misura ridotta, ma tale da garantire comunque uno stato di
compressione permanente.
I tempi normalmente occorrenti per la realizzazione delle fondazioni (nel caso specifico
previste su pozzi), delle pile e delle spalle, e per il montaggio della struttura
metallica consentono una dilazione della posa in opera sufficiente ad attenuare gli
effetti indesiderati, come confermano i risultati del calcolo in seguito esposti.
Le piastre saranno munite di profilati di testata da saldare tra loro in opera, come
illustrato in figura. Le saldature stesse garantiscono la continuità per le
sollecitazioni indotte successivamente.
Assonometria

Particolare giunto
Non è risolto il problema del getto di riempimento delle asole di collegamento, a meno di
pensare a sistemi in cui i connettori potrebbero essere incorporati direttamente nel getto
della soletta mediante piastre metalliche affioranti all'intr adosso, da saldare
successivamente alle travi.
Risultano tuttavia risolti i problemi reologici, come mostrano i risultati di una analisi
visco-elastica condotta nell'ipotesi di dilazionamento dell'intervallo tra precompressione
e collegamento con la seguente tempistica:
prefabbricazione delle solette : t
= 0 gg.;
precompressione : t = 28 gg.;
montaggio della struttura
metallica;
posa in opera delle solette : t =
600 gg.;
completamento dei collegamenti : t
= 610 gg.;
applicazione sovraccarico
permanente : t = 620 gg.
In tale calcolo è stato possibile
prevedere un maggior grado di precompressione iniziale (circa 160 kg/cm2 contro
i 130 della soluzione base), essendo meno temibili gli effetti di trasferimento. Il
calcolo è stato condotto a parità delle restanti condizioni (pesi propri, sovraccarichi
permanenti, carichi mobili e altre azioni variabili, funzioni di ritiro e viscosità).
Nei diagrammi G1 e G2, analoghi ai precedenti F1 e F2, sono immediatamente rilevabili le
notevoli riduzioni dei fenomeni di trasferimento in virtù della nuova tempistica,
nonostante il maggior grado di precompressione.


Si perviene pertanto ad una situazione molto più favorevole in termini di sollecitazioni.
Riferendo anche qui il "tempo zero" all'epoca di applicazione del sovraccarico
permanente, si hanno le seguenti sollecitazioni permanenti sulla stessa sezione prima
esaminata:
FIBRA |
t = 0 |
t = oo |
Estradosso
soletta |
- 110 |
- 56 |
Intradosso
soletta |
- 116 |
- 60 |
Estradosso
travata |
+ 1643 |
+ 1379 |
Intradosso
travata |
- 1109 |
- 1274 |
Le sollecitazioni totali risultanti
per le varie combinazioni di carico sono riportate nel prospetto seguente:
T |
COND. |
SOLL. |
FIBRA |
sup. sol. |
inf. sol. |
sup. trave |
inf. trave |
0 |
I |
MAX |
- 73 |
- 84 |
+ 1805 |
- 1109 |
MIN |
- 110 |
- 116 |
+ 1643 |
- 1393 |
II |
MAX |
- 41 |
- 53 |
+ 1931 |
- 966 |
MIN |
- 142 |
- 147 |
+ 1517 |
- 1536 |
oo |
I |
MAX |
- 19 |
- 29 |
+ 1540 |
- 1274 |
MIN |
- 56 |
- 60 |
+ 1379 |
- 1558 |
II |
MAX |
+ 11 |
+ 16 |
+ 1865 |
- 949 |
MIN |
- 87 |
- 91 |
+ 1055 |
- 1883 |
(NOTA : Valgono le stesse unità di
misura e le avvertenze riportate per le analoghe tabelle precedenti).
Si nota che il calcestruzzo della
soletta è sempre compresso sotto i carichi permanenti, e raggiunge la modesta trazione di
11 kg/cm2 soltanto nella più sfavorevole combinazione di tutte le azioni
variabili (condizione II a t = oo). Inoltre le sollecitazioni nell'acciaio lasciano
adeguati margini rispetto a quelle ammissibili (considerato l'intervento delle tensioni
tangenziali e gli spessori impiegati).
La segmentazione della soletta comporta ulteriori vantaggi: agli estremi di ogni piastra,
e quindi a distanze relativamente brevi, si stabiliscono automaticamente punti di
congruenza tra calcestruzzo e cavo di precompressione. La relativa brevità di queste
distanze consente di trascurare lo scorrimento relativo tra cavo e calcestruzzo, con una
caratteristica più favorevole nel comportamento a rottura.
Inoltre, con l'adozione dei cavi "unbonded" (desiderabile anche perché evita la
complicazione e l'incertezza delle iniezioni) il trasferimento di sforzo dal cavo alla
struttura metallica viene necessariamente convogliato sui connettori prossimi agli
ancoraggi: la maggiore diffusione di questi lungo l'asse della struttura riduce la
concentrazione di queste azioni.
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